Come avviene davvero il cambiamento? Perché è fondamentale lavorare sul corpo?
- Francesco Sartori

- 19 gen
- Tempo di lettura: 7 min
Viviamo immersi in informazioni, notifiche, letture, corsi, pratiche. Sappiamo sempre di più, comprendiamo concetti complessi, abbiamo mappe dettagliate di ciò che dovremmo fare per stare meglio, evolvere, realizzarci.
Leggiamo, facciamo corsi online, usiamo App per il miglioramento e cambiamento, eppure, spesso, il cambiamento reale non arriva. O arriva solo per brevi periodi, per poi dissolversi.
Questo accade perché abbiamo spostato il baricentro del cambiamento nel luogo sbagliato: la mente.
Il cambiamento profondo non avviene quando capiamo qualcosa, ma quando il corpo smette di difendersi.

Il corpo come database vivente
Dal punto di vista scientifico, il corpo non è un contenitore passivo della mente, ma un sistema di memoria vivente. Il sistema nervoso registra esperienze, soprattutto quelle legate a sicurezza, pericolo, piacere e dolore, e costruisce nel tempo programmi automatici di sopravvivenza e direzione.
Queste memorie non sono verbali. Sono ciò che le neuroscienze chiamano memorie implicite: schemi di tensione, posture, reazioni emotive, blocchi energetici. Il corpo non “ricorda” con le parole, ma con contrazioni, ritmi, risposte automatiche e reazioni.
Il suo compito non è renderci felici, ma tenerci in vita, siamo programmati per la vita.
Il corpo crea programmi Bio-logici, ovvero logici per la vita appunto, spesso però non per la mente.
E se una nuova meta – per quanto desiderata – viene percepita come ignota, intensa o potenzialmente destabilizzante, il corpo può attivare resistenza. Non per sabotaggio, ma per protezione.
Perché capire non basta
Leggere un libro, ascoltare una conferenza, un video, comprendere un concetto è come leggere una ricetta: fornisce informazioni, orienta, chiarisce. Ma il corpo non si nutre di spiegazioni.
Il cambiamento avviene solo quando l’esperienza viene vissuta direttamente, quando ciò che è stato compreso diventa percezione reale e riprogrammazione di conseguenza.
La mente lavora sulla corteccia prefrontale; il corpo risponde a segnali molto più antichi: ritmo, pressione, contatto, sicurezza. È per questo che possiamo capire perfettamente perché ripetiamo certi schemi… e continuiamo a ripeterli.
Non perché non abbiamo compreso, ma perché il sistema nervoso non ha ricevuto nuove informazioni di sicurezza, perché non è stato riprogrammato appunto.
È come dire di aver compreso il funzionamento del motore, ma da lì in poi bisogna costruirlo se lo si vuole usare.
Ed è qui che le Tecniche F.r.e.e.l. agiscono.
La regolazione del sistema nervoso
Il sistema nervoso autonomo funziona come un regolatore interno dello stato di attivazione. In condizioni di stress cronico o ipercontrollo, l’organismo resta in uno stato di allerta; in condizioni di chiusura o collasso, perde accesso a energia e motivazione.
Il cambiamento non dipende dalla qualità delle intenzioni, ma dalla possibilità biologica di entrare in uno stato di sicurezza.
Il lavoro corporeo, come il massaggio consapevole, ha la funzione primaria di regolare lo stato del sistema nervoso, rendendo il corpo capace di apprendere nuove risposte. Quando il sistema nervoso entra in uno stato di sicurezza, il corpo diventa capace di apprendere nuove possibilità.
Il massaggio: i "bottoni" per la riprogrammazione
Il massaggio agisce dove la parola non arriva.
Attraverso il tocco lento, presente e rispettoso dei confini, il corpo riceve un messaggio chiaro: qui puoi abbassare la guardia, qui puoi permetterti di scrivere altre informazioni. Questo attiva il sistema parasimpatico, riduce l’allerta dell’amigdala, abbassa il cortisolo e aumenta ossitocina e serotonina.
In termini semplici: il corpo smette di difendersi, per questo può scrivere nuove parti del suo algoritmo.
È come passare dal leggere il menù al sedersi a tavola.
Il tocco non convince, non argomenta, non spiega. Fa fare un’esperienza. E il corpo cambia solo attraverso l’esperienza.
Memorie corporee e integrazione graduale
Molte tensioni non sono problemi da eliminare, ma tracce di esperienze che il corpo non ha potuto integrare nel momento in cui sono avvenute. Si manifestano come rigidità, anestesia, ipercontrollo o difficoltà nel sentire.
Il lavoro corporeo non forza il rilascio di queste memorie, ma ne permette una rielaborazione progressiva. Questo è un punto centrale: il cambiamento reale avviene per incrementi tollerabili, non per rottura.
Il sistema nervoso ha bisogno di sentire che l’espansione è possibile senza perdita di controllo o collasso.
La resistenza come segnale biologico
Quando emergono resistenze – stanchezza, distrazione, chiusura, procrastinazione – non siamo di fronte a un errore o a un fallimento personale. Stiamo incontrando un limite di sicurezza del sistema nervoso.
La resistenza indica il punto oltre il quale il corpo percepisce un eccesso di attivazione o di esposizione. Il lavoro corporeo non mira a superare questo limite, ma a espanderlo gradualmente, permettendo al corpo di tollerare più energia, più presenza, più intensità.
Quando la resistenza viene ascoltata e rispettata, il sistema riduce spontaneamente le difese e l’energia torna disponibile.
Presenza invece di forzatura
Il corpo non cambia sotto pressione. Cambia quando percepisce continuità, rispetto e ascolto.
Il tocco consapevole agisce in questo modo: non invade, non impone, non forza il rilascio sebbene toccare il punto di release sia importante per la riprogrammazione. Crea invece le condizioni perché il sistema nervoso possa aggiornare le proprie risposte automatiche.
Il cambiamento profondo non avviene attraverso la volontà, ma attraverso un processo di fiducia progressiva.
Dal rilassamento all’evoluzione
Il massaggio non serve solo a rilassare. Serve ad aumentare la capacità di sentire: più piacere, più intensità, più verità, senza andare in allarme, qui ci sono dei punti che permettono una rielaborazione profonda del sistema, attraverso i quali il processo diventa attivo e non reattivo.
Quando il corpo si sente al sicuro nell’espansione, ciò che prima sembrava impossibile diventa naturale.
Non perché lo abbiamo deciso, ma perché il corpo è pronto.

Evidenze scientifiche sull’efficacia del massaggio
Quando si parla di massaggio in ambito evolutivo e trasformativo, è importante uscire dall’idea che si tratti di una pratica esclusivamente rilassante o accessoria. Le ricerche neuroscientifiche, psicofisiologiche e neuroendocrine mostrano che il massaggio produce modificazioni misurabili su più livelli dell’organismo.
1. Modulazione del sistema nervoso autonomo
Diversi studi indicano che il massaggio stimola il sistema parasimpatico, in particolare attraverso l’attivazione del nervo vago. Questo comporta:
riduzione della frequenza cardiaca
aumento della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)
diminuzione dell’iperattivazione simpatica
Un aumento della HRV è correlato a una maggiore capacità di adattamento, regolazione emotiva e resilienza allo stress. In termini pratici, il corpo diventa più capace di uscire dalla modalità di sopravvivenza e di accedere a stati di sicurezza e presenza.
2. Riduzione degli ormoni dello stress
Il massaggio è associato a una diminuzione significativa dei livelli di cortisolo, l’ormone principale della risposta allo stress. Parallelamente, si osserva un aumento di:
ossitocina (legata a sicurezza, fiducia e legame)
serotonina e dopamina (coinvolte nel tono dell’umore e nella motivazione)
Questi cambiamenti neuroendocrini non sono solo momentanei: ripetute esperienze di questo tipo contribuiscono a ricalibrare la soglia di attivazione del sistema nervoso nel tempo. E grazie a questi ormoni il sistema scrive nuove stringhe nel suo database.
3. Influenza sulla percezione corporea (interocezione)
Il massaggio aumenta la capacità interocettiva, ovvero la percezione degli stati interni del corpo. Una buona interocezione è associata a:
maggiore consapevolezza emotiva
miglior autoregolazione
riduzione della dissociazione corporea
Dal punto di vista neuroscientifico, questo coinvolge l’attivazione dell’insula, una regione chiave nell’integrazione tra sensazioni corporee, emozioni e identità.
4. Accesso e rielaborazione della memoria implicita
Il tocco agisce su circuiti neurali più antichi rispetto al linguaggio verbale. Per questo il massaggio può facilitare l’accesso a memorie implicite legate a esperienze precoci, spesso non verbalizzabili.
In un contesto di sicurezza, queste memorie possono essere rielaborate senza sopraffazione, permettendo al corpo di aggiornare risposte automatiche che non sono più funzionali nel presente.
5. Implicazioni sul comportamento e sul cambiamento
Quando il sistema nervoso è regolato e il corpo è più presente a se stesso, cambiano spontaneamente anche:
le scelte quotidiane
la capacità di sostenere il piacere e l’intensità
la disponibilità all’azione
la qualità delle relazioni
Il massaggio, in questo senso, non agisce direttamente sul comportamento, ma sulla base biologica che lo rende possibile.
Il massaggio, quando praticato con presenza, competenza e rispetto dei confini, non è una tecnica accessoria, ma uno strumento di regolazione profonda del sistema nervoso.
Scientificamente, il suo valore risiede nella capacità di creare le condizioni biologiche necessarie affinché il cambiamento non resti un’idea, ma diventi un’esperienza integrata nel corpo.
Ecco perché nelle Tecniche F.r.e.e.l. il massaggio è uno strumento fondamentale.

Memorie transgenerazionali e corpo
Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha aperto uno spazio sempre più chiaro alla comprensione delle memorie transgenerazionali, ovvero di come esperienze traumatiche, stress prolungati e condizioni di sopravvivenza possano lasciare tracce che si trasmettono oltre l’individuo.
Dal punto di vista biologico, questo fenomeno è studiato principalmente attraverso l’epigenetica. Alcuni fattori ambientali – come traumi, carestie, guerre, forti stress emotivi – possono modificare l’espressione genica senza alterare il DNA stesso. Queste modifiche epigenetiche possono essere trasmesse alle generazioni successive, influenzando la regolazione dello stress, il sistema immunitario e le risposte emotive.
In termini corporei, ciò significa che una persona può sperimentare:
iperattivazione o chiusura del sistema nervoso
stati di allerta o di insicurezza apparentemente “immotivati”
difficoltà nel rilassamento profondo
sensazioni di colpa, paura o blocco non legate a eventi biografici diretti
Il corpo, in questi casi, non sta reagendo solo alla storia individuale, ma a una memoria biologica ereditata, che ha avuto una funzione adattiva nel passato del sistema familiare.
Il ruolo del massaggio nelle memorie transgenerazionali
Il lavoro corporeo non agisce sul piano narrativo di queste memorie, ma su quello più profondo della regolazione fisiologica. Attraverso il tocco consapevole, il sistema nervoso riceve segnali di sicurezza che possono gradualmente modificare schemi di risposta molto antichi.
Il massaggio:
non “cancella” la memoria transgenerazionale
non lavora sul ricordo cosciente
non cerca una spiegazione razionale
Agisce invece creando un’esperienza nuova nel presente, in cui il corpo può sentire che non è più in una condizione di pericolo. Questo permette una riorganizzazione delle risposte automatiche, indipendentemente dall’origine storica del pattern.
In questo senso, il cambiamento non avviene riscrivendo il passato, ma offrendo al corpo un presente sufficientemente sicuro da non dover più riprodurre antiche strategie di sopravvivenza.
Agisce riprogrammando. L'utilizzo consapevole degli strumenti di massaggio, riflessologia e biodiscipline contenuti in Tecniche F.r.e.e.l. sono utili e sinergici a far rielaborare aspetti di memorie profonde e attraverso lavori anche energetici si possono creare nuove risposte fisiologiche ed espressioni nelle abitudini quotidiane per effetto di riprogrammazione e risposta all'algoritmo inscritto nel sistema nervoso.
Non immaginiamo solo il massaggio come il momento di relax, ma integrato alle altre tecniche come uno strumento dove si riprogramma il nostro sistema attraverso tocchi, pressioni, scollature delle dermalgie e carico/scarico dei punti di congestione energetica.
Il corpo può essere letto e visto come un computer, è necessario conoscerne i tasti giusti sull'harware, con il corretto programma attivo nel suo software.
Un abbraccio Francesco







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