Accenni sul punto G

Il punto G è stato al centro di grandi dibattiti da sempre.

Il suo nome, deriva dal suo scopritore Ernest Gräfenberg.

Anatomicamente è una massa di tessuto erettile che si trova nella parte anteriore della vagina, dietro l'osso pubico ad una profondità variabile di circa 5 cm.

Il suo posizionamento è a metà strada fra la cervice e l'osso pubico.

La sua palpazione avviene internamente rivolgendosi verso il ventre.

La stimolazione e lo sblocco del punto G può portare all'eiaculazione femminile (squirting).

L'eiaculazione è sempre stata assolutamente normale e già riportata nei trattati di Ippocrate del 337 a.C., ma vietata poi della Chiesa cattolica medievale.

L'inibizione psichica ha portato all'estraniazione di questo fenomeno NATURALE, come riportato nelle ricerche sull'anorgasmia.

La stimolazione del punto G, non ha soltanto il fine di ricercare il piacere, ma và a toccare corde ben più profonde, assetti energetici e di memoria cellulare.

Infatti in prima istanza la stimolazione può risultare fastidiosa, fino a che non si rielaborano le corazze psicofisiche.

Ma una volta superato questo scoglio, si aprono altri mondi di piacere completamente sconosciuti prima abbinati a stati di coscienza davvero imparagonabili. Tutta questa apertura porta anche ad una evoluzione spirituale e personale.

Francesco


©2017-2020 Francesco Sartori

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