Coppia aperta, fra gaudio e pregiudizio. Quando c’è amore ed espansione o libertà mascherata?



“Siamo una coppia aperta”: la dichiarazione di chi vive i rapporti con una visione differente dalla dichiarazione comune .

Infatti a volte una coppia puramente e dichiaratamente monogama nella quale si manifestano "tradimenti” non consensuali, diventa una coppia aperta con la non accettazione delle controparti.

Partiamo dal termine tradire, dove l'etimologia della parola tradire ha sicuramente origine latina e nell’analisi del termine, deriva da tradĕre ( dall'unione del prefisso tra-cioè oltre + dare cioè consegnare) letteralmente “consegnare ai nemici".

Nel caso puramente relazionale, significa venire meno ad un accordo quindi: "essere infedeli".

Non portare fede all’accordo fatto in precedenza.

Qui ci rendiamo conto che una coppia può essere completamente libera di trovare gli accordi che più aggradano le parti.

Siamo consapevoli che non esiste un’unica verità che va bene per tutti.

Basta fare qualche ricerca per notare come il modo di vivere le relazioni e l’amore, sia puramente una scelta personale e unico nelle relazioni.

Non necessariamente dobbiamo andare dall’altra parte del mondo dove la poligamia esiste da sempre e la cultura organizzativa della vita relazionale è ben diversa dal nostro modo occidentale. A volte basta guardare “nelle proprie tasche” e osservare con obiettività anche semplicemente le cose che noi stessi conosciamo, la coppia di amici che vive in un certo modo, il tradimento del vicino di casa, l’amico di nostra sorella che vive una relazione con due donne, il cantante Pupo che si prende la briga come personaggio pubblico di spiegare che l’amore può non fermarsi ad una persona soltanto, il Papa che da il “benestare” alle relazioni omosessuali (come fosse necessaria la parola di qualcun altro per accettare l’amore e osservare che l’amore non ha confini), però nell’idea progressista, forse per qualcuno ha un peso, o per lo meno è un passo avanti rispetto alla chiusura integralista. Di esempi anche molto vicini a noi possiamo davvero averne tantissimi. A volte sembrano casi isolati, ma invece non è così. Tutto questo si somma poi con ciò che non conosciamo e si scopre che non c’è un solo modo di vivere i rapporti, che siano dichiarati o meno, ma ogni persona, ogni coppia, ogni relazione ha il suo modo “giusto” di vivere e relazionarsi. Questa intrinsecamente è e deve essere solo una scelta esclusiva di chi compone la relazione.

Se ne parla molto di coppia aperta, ma attorno a questo argomento c’è davvero tanta confusione.

A parte la necessità di classificare e incasellare tutto, spesso la coppia aperta viene scambiata con il Poliamore o ancor peggio con il pregiudizio che sia una condizione semplicemente di comodo.

Se noi ribaltiamo la medaglia e osserviamo semplicemente l’amore, vediamo che la libertà viene prima dell’amore, perché io posso amare di te il fatto che tu sia libera di sperimentarti e seguire la tua felicità.

Posso amare e amarti spingendoti sempre verso ciò che ti rende felice nel profondo. “Chi sono io per condizionarti e non permetterti di fare esperienze che ti rendono felice in questa vita?"

Infatti quando durante i corsi o i colloqui individuali chiedo schiettamente: “Ami tua moglie?” e la risposta è affermativa, incalzo “e se lei ti dicesse che ha bisogno di fare un’esperienza al di fuori della vostra coppia?” la risposta spesso è: “certo la può fare, ma prima si prende le valigie e non si fa più vedere”. E ti posso assicurare che questo tipo di conversazioni spesso avvengono appena dopo avermi comunicato di avere l’amante da tempo.

“Se stai con me e guardi solo me ti amo, ma appena esci dal mio controllo, rispondi al messaggio carino di qualcuno, o guardi un’altra persona, non ti amo più”.

Tutto questo è ciò che accade nella maggior parte dei casi in quell’amore che consideriamo normale.

Con questo non sto dicendo che non esistono coppie monogame che si amano follemente e che questo è veramente ciò che desiderano nella loro vita e stanno davvero bene nel loro equilibrio di scelte. Sto semplicemente osservando che esistono tutta una serie di propensioni che talvolta non vengono accettate o peggio, travisate e giudicate semplicemente perché si scostano dal luogo comune.

Una relazione può scegliere liberamente di creare il proprio equilibrio come meglio crede.

Talvolta però quello che viene considerato un rapporto libero e di condivisione, sottende meccanismi di controllo davvero subdoli.

Una coppia che vive una relazione aperta a volte si dimentica dell’amore.

Perché l’amore vuole solo l’amore, non c’è altro desiderio. Desidero che tu sia felice indipendentemente da tutto e da tutti. Desidero solo la tua felicità. Questo sarebbe un ottimo punto di partenza, ma talvolta il retaggio culturale o di scelte personali ricade nel controllo e nella non libertà di scelta.

Ovvero una cosa che emerge spesso nelle coppie aperte è: “noi ci diciamo tutto”.

Nella carta può sembrare un concetto meraviglioso, ma basta veramente uno sguardo per tradire questo accordo.

Appena traspare che ti sto provocando una sofferenza (ricordo che la sofferenza è sempre e comunque dentro di noi, in chi soffre, perciò ha origine da una convinzione, da un condizionamento o valore personale) a quel punto la prossima volta evito di dire quella tal cosa.

La contro parte può incalzare dicendo: “sai che dobbiamo dirci tutto” e già subentra il “dovere”, ma se nuovamente ti dico quella cosa che ti ha fatto soffrire o sei disposto a rivedere ciò che ti crea disagio e lo sciogli oppure può accadere che nuovamente vengano messi dei limiti, ad esempio “se sai che mi fa soffrire perché continui a farlo”.

Tutto nella carta e nella teoria di questa scelta della coppia aperta per qualcuno sembra meraviglioso, ma nella realtà, o si è disposti veramente a lavorare su di sé o si rischia di vivere nel controllo più completo, con enormi disagi e malumori.

Poi chiedo, da dove arriva la necessità di comunicare ogni cosa?

Perché alcune persone scelgono di dirsi tutto?

Sulla base di cosa dovrei sapere tutto di ciò che fai quando io non ci sono? Chi sono io per pretendere di sapere ogni cosa di quello che fai (sessualmente parlando, non certo quando vai a fare la pipì...) quando io non ci sono?

Appare chiaramente che il meraviglioso concetto di condivisione e amore in cui tutto è condiviso sottende una smania di controllo grande come una casa.

Poi quando la mente dilaga incontrollata non lascia più pace.

E se non mi racconta tutta la verità?

Se mi sta nascondendo le cose?

"Allora se dobbiamo dirci tutto, mi fai controllare il telefono, i messaggi..."

Chi è questo? Perché questa ti ha scritto che vorrebbe fare una passeggiata con te?

“Allora se dobbiamo dirci tutto, non avrai problemi ad installare quell’applicazione che indica la posizione GPS, tanto sai che noi possiamo tutto".

E da lì in poi il gioco è fatto.

Sono inganni, frutto di paure e condizionamenti. La mente fuori controllo diventa un killer per tutto ciò che la circonda. La smania del controllo (sia in una coppia monogama che di altro tipo) è una delle cose che più muove gli animi e crea malumori. Questo porta a credere a tutto e il contrario di tutto.

È molto facile costruirsi una prigione con le proprie mani, scavarsi la fossa e diventare vittima di sé stessi.