08. Fai uscire la voce anche mentre fai l’amore? La tua espressione è la tua mission.

Abbiamo paura di farci sentire.


Abbiamo paura di esporci, di dire cosa vogliamo, di dare voce ai nostri desideri, abbiamo paura addirittura di fantasticare, di essere ciò che vogliamo essere.


Ridiamo a bassa voce, facciamo l’amore in silenzio, stiamo attenti a non farci sentire, quasi dovessimo vivere in sordina altrimenti il mondo si accorge di noi.

La luce spenta spesso è una protezione per non farci accogliere per quello che siamo.

Qui ancora una volta torna fuori il giudizio, la paura di non essere accettati…

se mi vede così… non mi vuole…


In primo luogo una persona che accetta pienamente sé stessa, non potrà mai avere paura del giudizio degli altri e se una persona non accetta quello che ha di fronte significa che non è conforme a quella persona.

Sai che noia piacere a tutti…


La tua identità fisica e personale è l’unica cosa che conta, quello che nelle Tecniche F.r.e.e.l. chiamo Essenza, questo è ciò che conta che deve essere espresso a pieno nella sua Eccellenza, ancora una volta per citare le suddette tecniche.


La persona che non ha una personalità ben definita e quindi non è in contatto con la sua vera essenza spesso quando deve sedurre o fare colpo su una persona spesso usa delle maschere, indossa una parte e recita mostrando sé stessa in base alle informazioni che consciamente o inconsciamente ha raccolto dell’altro.


Così da mostrare quella parte che potrebbe piacere e aumentare le probabilità di fare colpo.


Chi è in contatto con sé stesso non ha bisogno di mostrare qualcosa che non è, anzi, il suo punto forte è proprio la sua stessa personalità.


Perciò quando abbiamo paura di farci sentire, ricorda che l’unica cosa che ti chiede il tuo corpo e la tua anima è la tua più piena espressione e anche qui, esternando la voce, facendo uscire quello che sei anche attraverso il modo di porti o quello che dici.

Le persone non si vergognano ad usare parolacce e bestemmie e imprecazioni verso il prossimo, ma per una esclamazione d’amore si, immagina quanta difficoltà abbiamo a comunicare con le persone alle quali vogliamo bene. Compresi i genitori, spesso non abbracciamo i genitori o le persone alle quali siamo “abituati”.


Come sempre, in tutti gli ambiti, tutto parte da come tu reagisci di fronte alle situazioni, finché puoi scegliere come reagire di fronte ad una situazione ricorda che sei libera.


Tutto dipende dal valore che tu dai alla tua espressione o al reprimere quello che sei e quello che senti.

Se reprimi soffri è una legge naturale.


La prossima volta che ti trovi a soffocare le parole a far l’amore in completo silenzio anche se vorresti esternare un alito di vita chiediti se è questo quello che il tuo corpo vuole davvero.


Perché non si tratta soltanto di un suono, ma è una vibrazione che entra anch’essa in risonanza con l’altra persona con la quale sei in quel momento. L’esternazione ha una funzione ben più ampia è connessione, è esternazione è espressione, e quando l’altro si esprime noi entriamo in risonanza con esso.


Le vibrazioni per effetto di leggi fisiche si condizionano l’un l’altra e creano un’altra vibrazione.

Permettiti di essere te anche in quei momenti dove vorresti esternare un suono, mentre fai l’amore ad esempio, far sentire la tua voce o concederti la possibilità di esporre i tuoi desideri anche i più reconditi, così da creare ancora più unione senza paura dell’arcano del giudizio o del rifiuto.


L’altro, ricorda che è sempre una parte di te, e la scelta di percorrere un cammino assieme non può essere solo fare per mostrarsi un qualcosa, ma è un essere e si sceglie in libertà di esserci.


Fai uscire quella parte di te che nascondi, quella voce che reprimi, c’è sicuramente chi sta cercando proprio quella parte meravigliosa magari fuori dagli schemi.

Ed è proprio quel diamante che tu nascondi per paura del giudizio o di non essere accettata che è il tuo punto forza perché

è e sarà sempre la parte più bella nella quale la tua anima si esprime.

E se vogliamo è l’universo stesso, dio, chiamalo come vuoi che si sperimenta e manifesta attraverso di te.


Fare un lavoro personale serve anche per non lasciare incustodite queste parti meravigliose.

Un lavoro di riscoperta serve proprio per accettare e far emergere quella parte di te che se non esprimi porta a dolore e sofferenza anche fisica.


Impara ad esternare sempre quello che senti, provi e desideri.


Francesco Sartori


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